Stufe e termocamini

Installazione, manutenzione, regolazione e riparazione di stufe a pellet e a legna, camini e termocamini. Interveniamo anche su generatori che non abbiamo installato noi.

Cosa facciamo

Dalla canna fumaria alla regolazione della combustione

Installazione
Posizionamento dell’apparecchio, collegamento all’impianto idraulico se è un modello idro, raccordo alla canna fumaria e messa in servizio con la spiegazione dei comandi.
Manutenzione periodica
Pulizia di braciere, camera di combustione, scambiatore e vetro, controllo di guarnizioni e del primo tratto della canna fumaria, verifica dei collegamenti.
Riparazione
Mancata accensione, coclea bloccata, stufa in blocco con codice a display, spegnimenti dopo pochi minuti, fumo che esce dallo sportello, rumorosità anomala, ventilatore che non parte.
Regolazione
Messa a punto dell’aria comburente e dei parametri di lavoro, seguendo le indicazioni del costruttore del tuo apparecchio.
Sostituzione
Sostituzione di un camino o di una stufa di vecchia generazione, riutilizzando l’imbocco dove è possibile o rifacendo il collegamento.
Riconoscerlo prima

Quattro segnali che la stufa non rende bene

Non serve aspettare il guasto: un generatore a biomassa lo dice prima, con il comportamento.

Il vetro si sporca subito
In poche ore di lavoro diventa opaco: la combustione è incompleta.
La fiamma è lenta
Bassa e arancione scuro invece che vivace: manca aria, oppure il combustibile è umido.
Residui nel braciere
Scorie e materiale non bruciato che restano dopo lo spegnimento: si accumulano e peggiorano il problema.
A parità di impostazione scaldi meno
Stessa carica, stesso tempo, meno calore in casa e più consumo: è il momento di fare il punto.
Focolare acceso: fiamma visibile dietro lo sportello in vetro
La parte che conta

Perché la regolazione cambia i consumi

Un generatore a biomassa rende bene quando il rapporto tra combustibile e aria è corretto. Quando l’aria è poca, la fiamma diventa lenta, il vetro si sporca in poche ore e parte del combustibile non brucia: si consuma di più per scaldare meno.

Con la legna conta anche la stagionatura: legna non asciutta disperde energia in vapore e produce più depositi nel condotto. Con il pellet conta la qualità: un pellet umido o pieno di residui fa scendere la resa e intasa il braciere.

Un impianto nuovo non è «a posto per definizione»: i parametri si regolano in base al combustibile e al tipo di casa. È la parte che verifichiamo noi, con i valori indicati dal costruttore.

Marca, modello, codice errore

Al telefono queste tre informazioni valgono più di dieci domande. Il modello è sulla targhetta dell’apparecchio o sul libretto; il codice compare sul display quando va in blocco.

Se hai il display acceso, una foto è la via più rapida: la puoi mandare su WhatsApp allo stesso numero.

Come è fatto

Il circuito di un termocamino a legna

Il termocamino è una stufa che scalda anche l’acqua dell’impianto: per questo un idraulico lo installa senza passaggi intermedi. Focolare, scambiatore, accumulo e due circuiti.

Schema semplificato di un termocamino a legna collegato all’impianto Il focolare brucia la legna e il calore passa a uno scambiatore ad acqua. L’acqua calda va a un accumulo che alimenta i radiatori e l’acqua calda sanitaria; l’acqua raffreddata torna al termocamino. I fumi escono dalla canna fumaria. Canna fumaria fumi in uscita tiraggio e tenuta Legna Scambiatore Termocamino a legna acqua calda Accumulo (puffer) ritorno raffreddato Radiatori riscaldamento Acqua calda in casa
Schema semplificato: focolare, scambiatore, accumulo e i due circuiti — riscaldamento e acqua calda sanitaria. La configurazione reale dipende dal modello del termocamino e da com’è fatto l’impianto esistente: si decide dopo aver visto la casa.
Incentivi per la sostituzione

Cosa prevedono, in concreto

Per chi sostituisce una stufa o un camino di vecchia generazione esistono due contributi che si sommano sullo stesso impianto: il Conto Termico nazionale, gestito dal GSE, e un incentivo a fondo perduto di Regione Campania.

Il servizio digitale IncentiviCamini di Regione Campania è destinato alle persone fisiche residenti in un Comune campano e serve a sostituire impianti esistenti con apparecchi certificati di classe ambientale non inferiore a 5 stelle. Non vale per le nuove installazioni.

La classe dell’apparecchio e la conformità dell’installazione sono la parte tecnica: è quello che si verifica prima di scegliere il generatore, perché un apparecchio fuori classe non è ammesso.

Il bando regionale è stato approvato con il decreto n. 214 del 30/04/2024 ed è riferito all’annualità 2024/2025: prima di fare qualunque scelta occorre controllare sul portale regionale se è ancora attivo, con quale dotazione e con quali scadenze.

Domande sui generatori a biomassa

Le quattro che ci fanno più spesso

La stufa si accende, ma dopo poco va in blocco: cosa guardate?

In genere la causa sta in tre punti: il braciere o la coclea ostruiti, i sensori (fumi o temperatura) che leggono male, oppure l’aria comburente insufficiente. Con marca, modello e il codice che compare sul display si arriva al punto in fretta.

Ogni quanto va pulita la canna fumaria?

Dipende dal combustibile, da quanto la usi e da com’è fatta: la legna sporca più del pellet, e un tratto con poca pendenza si deposita prima. La verifichiamo guardando la situazione reale, non a calendario.

Meglio pellet o legna?

Il pellet è più comodo e regolare da gestire; la legna costa meno ma richiede stagionatura e più attenzione nella regolazione. Sul comfort e sulla gestione conta anche l’accumulo: con un termocamino a legna senza accumulo il calore va gestito a mano.

Si può collegare una stufa all’impianto di casa?

Sì, se è un modello idro e se l’impianto lo permette: servono collegamento idraulico, valvole di sicurezza e, quasi sempre, un accumulo. Si decide dopo aver visto impianto e canna fumaria.

Stufa o camino che non va?

Dicci marca, modello e cosa fa. Se hai il codice di errore sul display, siamo già a metà strada.

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